La Scuola Cattolica
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<p><strong>Lo scopo della Rivista</strong></p> <p><em>La Scuola Cattolica</em> intende svolgere un servizio alla fede della Chiesa, promuovendo un’intelligenza del mistero cristiano attenta alla cultura contemporanea, specialmente a quella teologica italiana e straniera.</p> <p><strong>Di che cosa si occupa</strong></p> <p>L’interesse de <em>La Scuola Cattolica</em> spazia nell’intero orizzonte delle discipline teologiche, occupandosi: di teologia dogmatica, fondamentale, morale, spirituale e pastorale; di scienze bibliche, storia, liturgia, diritto canonico. L’interesse teologico è arricchito dal dialogo con la filosofia e le scienze umane.</p> <p><strong>A chi si rivolge</strong></p> <p>Ai teologi di professione, docenti nelle Facoltà teologiche e negli Istituti di Scienze Religiose. Ai colleghi docenti nei Seminari, come occasione di reciproca conoscenza e interscambio. Ai preti, per continuare a seguire l’aggiornamento del cammino che li ha formati. Agli studenti di teologia, e, più in generale, ai cultori ed estimatori delle scienze teologiche.</p>Àncora s.r.l.it-ITLa Scuola Cattolica1827-529XLa morte ... e poi? Il presente toccato dal futuro
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Norberto Valli
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2026-05-152026-05-151542233241“Ammettili alla luce del tuo volto”
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<p>Il contributo considera le preghiere esequiali e di suffragio dei Messali e dei Rituali attualmente in uso nelle liturgie romana e ambrosiana, evidenziando alcuni temi ricorrenti: partecipazione dei defunti alla risurrezione di Cristo, separazione di corpo e anima e/o unità della persona, rapporto tra giudizio dopo la morte e giudizio finale, valore della celebrazione eucaristica in ordine alla remissione dei peccati. La lex orandi della Chiesa è posta al principio di una riflessione teologica che intende rispondere, per quanto è possibile, ai numerosi interrogativi suscitati da quelle realtà che la dottrina classica definisce “novissimi”.</p>Norberto Valli
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2026-05-152026-05-151542243269La Chiesa tra terra e cielo
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<p>Il contributo si propone di mettere a fuoco i principali interventi del magistero a proposito delle relazioni tra Chiesa terrestre e Chiesa celeste, con un’attenzione particolare al ruolo che in esse gioca la celebrazione eucaristica. Dopo una sintetica panoramica sui momenti patristico, medievale tridentino, il percorso approda al capitolo VII di Lumen Gentium che inquadra il tema nel discorso sul carattere escatologico della Chiesa. L’analisi svolta evidenzia la sobrietà dei testi considerati, le tensioni irrisolte che da essi emergono, nonché l’attenzione a non schierarsi su questioni ancora aperte. I testi magisteriali aprono così uno spazio assai ampio per l’elaborazione teologica.</p>Pierpaolo Caspani
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2026-05-152026-05-151542271298Agire morale e destino eterno
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<p>L’articolo indaga il rapporto tra agire morale e destino eterno, mettendo in luce come la speranza nel raggiungimento definitivo della vita eterna generi un’etica trasformativa della vita terrena. In esso si mostra anzitutto il rimando dell’agire morale nell’al-di-qua del presente all’al-di-là del destino eterno, avvalendosi della categoria di opzione fondamentale. Lo sviluppo successivo scruta il destino eterno dell’uomo mediante una rivisitazione, in chiave teologico-morale, dei cosiddetti “novissimi” (morte, giudizio, paradiso, purgatorio e inferno). Dalla prospettiva del destino eterno, si prospetta quindi una concezione escatologica trasformativa<br>della vita presente che, in vista della morte quale ingresso nel destino eterno, si protende nella speranza della vita eterna, attendendola con fede e anticipandola nella carità.</p>Aristide Fumagalli
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2026-05-152026-05-151542299325Il processo graduale delle risurrezioni individuali
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<p>L’ipotesi di ricerca teologico-biblica avanzata nel presente articolo è che la risurrezione corporea dai morti sia un processo graduale e individuale che si attuerà per ognuno in fasi “sovratemporali” diverse, ma sempre orientate alla “novità” ontologica e relazionale della parousía di Cristo. Ciò diventa chiaro se, coerentemente con il dogma del purgatorio, si intende la purificazione dello spirito del defunto nei termini di una processualità sovratemporale. Tale conformazione progressiva dello spirito del defunto a Cristo risorto va di pari passo con una dinamica di conformazione al «corpo spirituale» di Cristo stesso. Certo è che, al ritorno glorioso di Cristo, in tutti avverrà una trasformazione radicale, «ciascuno nel suo ordine» e grado di agápē: per completare gioiosamente la communio dei martiri e degli altri santi già risuscitati, prima risorgeranno i morti e, poi, quelli ancora in vita.</p>Franco Manzi
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2026-05-152026-05-151542327355Between Memory and Hope
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<p>L’articolo esplora il dogma della comunione dei santi in dialogo con due teologi contemporanei: Elizabeth Johnson e Ioannis Zizioulas. Entrambi gli autori recuperano il concetto di memoria per ridire in chiave pneumatologica la dimensione sociale della speranza cristiana. Tale visione integra la dimensione sacramentale con quella etica e si apre a una prospettiva cosmica ed ecologica, entro cui si può comprendere meglio il senso della divinizzazione (paradiso), della purificazione (purgatorio) e della perdizione (inferno).</p>Martino Mortola
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2026-05-152026-05-151542357380"L'Escatologico cristiano" di G. Moioli
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<p>Dopo una sintetica presentazione de “L’Escatologico cristiano” di G. Moioli, si analizzeranno le “fondamenta” del trattato, ovvero ciò che sta alla base del pensiero dell’autore e che ha influito su di esso. A partire dall’analisi effettuata, emergerà così la prospettiva spiccatamente antropologica del discorso e, allargando l’orizzonte, si noterà come tale prospettiva caratterizzi gran parte del panorama escatologico (anche) attuale. Dopo aver ricercato le possibili cause di questo fenomeno, si andrà ad accennare a una possibile “via d’uscita”, per recuperare la dimensione cosmologica dell’escatologia.</p>Gianluca Chemini
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2026-05-152026-05-151542381410Il futuro riflesso: l'escatologico cristiano alla prova delle religioni
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<p>Il presente lavoro cerca di far affiorare la rilevanza della questione escatologica dall’interno stesso del funzionamento linguistico. Così, dall’applicazione di alcuni risultati della ricerca semiotica al “caso serio” dell’iconismo apocalittico, due dati paiono emergere: mentre Cristo, oltre ad essere immagine del Padre, in quanto Veniente, è riflessione perfetta del Futuro Indisponibile, le immagini religiose, in genere, sono generate da fenomeni, allo stesso tempo, proiettivi e riflessivi. Se, da una parte, l’apocalittica deve essere più debitamente intesa alla stregua di una “teleologia metastorica”, dall’altra, le rappresentazioni escatologiche altrui non possono<br>non interessare il cristianesimo che si è, da sempre, nutrito dell’immaginario dei gruppi religiosi con cui è entrato, direttamente e indirettamente, in contatto.</p>Pietro Lorenzo Maggioni
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2026-05-152026-05-151542411439