Una maturata esigenza di sinodalità
Una rilettura delle tensioni tra teologi e pastori nel post-concilio
Abstract
Il tentativo di ricostruire la storia della recezione del concilio Vaticano II si imbatte nella difficoltà di intrecciare due opposte ermeneutiche. Da un lato si imputa la attuale crisi di fede all’eccessiva autonomia dei teologi; questi accusano la gerarchia di aver mostrato troppa timidezza nel tradurre contenuti e linguaggi secondo la grammatica esistenziale della modernità. Questo articolo intende ripercorrere i principali eventi che portarono a tale incomunicabilità di prospettive, capace di prestarsi quale categoria interpretante il tempo trascorso: gli anni del dissenso teologico. In conclusione, si suggerisce una lettura positiva delle tensioni tra i carismi nel quadro dei processi di discernimento di una Chiesa sinodale.