La doppia ambivalenza del sacrificio e il volto cristiano di Dio
Abstract
Il sacrificio, atto fondamentale della religione, è connotato da una profonda ambivalenza, potendo assumere significati opposti: nel nome di Dio si può salvare o distruggere. Il sacrificio di Cristo scioglie l’ambivalenza e capovolge l’idea di un Dio “sacrificatore”, impegnato cioè nell’affermazione di sé anche contro l’uomo. L’articolo si sofferma sul tema dell’ambivalenza del sacrificio, anzi, della sua “doppia ambivalenza” (dentro e fuori il cristianesimo): l’ambivalenza del sacro (che il sacrificio di Cristo risolve) e l’ambivalenza che può surrettiziamente tornare anche nei tentativi cristiani di oltrepassare l’immagine sacrificale di Dio.